• Antonella Pesenti

Crisi Post-Parto. Io l'ho superata grazie alla Cargo Bike

Aggiornato il: mar 27


Dopo la nascita di un bambino la vita per una neo mamma o un neo papà sarà senz'altro accompagnata dalla fatica fisica, ma molto spesso ci si dimentica della fatica mentale. 

La fatica fisica é data dall'impossibilità di dormire quattro ore consecutive e dalla disponibilità 24 ore su 24 che chiede un bebé. Lo stress mentale che porta alla pazzia completa é dato dal lungo tempo passato senza avere rapporti con gli adulti. Siamo macchine che contano le ore tra un allattamento e l'altro e nel frattempo si cambia il pannolino, si ninna e si canta mezz'ora per far dormire 10 minuti. Il lavoro di neo genitore é tra i più faticosi del mondo.


Attenzione! Non sto scrivendo che la depressione Post Partum si possa guarire con una bicicletta,  ma l'isolamento sociale dato dall'allontanamento dal lavoro e dal l'impossibilità di frequentare gli amici potrebbe causare qualche problema umorale. 



Ho avuto tre bambini, di cui due ravvicinati cresciuti come fossero gemelli con conseguente perdita del lavoro e l'isolamento é durato un anno finché la bicicletta é stato il mezzo che mi ha permesso di uscire dalla mia bolla quotidiana che comprendeva soltanto casa, supermercato e parchetto del quartiere.


E’ vero che esistono i mezzi pubblici, ma sono impraticabili per un adulto da solo che trasporta un passeggino gemellare che non passa dalla porta. Secondo il regolamento ATM andrebbe piegato e retto con una mano e contemporaneamente reggere con l’altra i due bambini con tutto il relativo carico di borse. Purtroppo non sono la Dea Kali.


Non ho mai avuto l’automobile nella mia vita e non mi sembrava una bella idea acquistarla in un momento in cui mi era impossibile lavorare. Comunque il problema non si sarebbe risolto, non si può entrare con l’auto dentro al parco giochi ed è impossibile trovare parcheggio di fronte a casa e di nuovo avrei dovuto comprimere un passeggino e sistemare due bambini ad ogni commissione. Una follia in città, sarebbe stata solo un inutile peso di cui sbarazzarmi.



Ed ecco che quando i miei primi due bambini avevano due anni ed un anno che arrivò lei. Una Christianiabikes per il mio compleanno.


Da quel giorno ho riavuto la sacra autonomia persa e ho riabbracciato la libertà ampliando i miei orizzonti sconfinando negli altri quartieri. Finalmente ho potuto vedere la città da prospettive sempre diverse. Potevo andare a trovare il marito al lavoro, le amiche all’aperitivo e visitare altri parchi giochi e conoscere altri genitori.

Questo è quello che mi aspettavo, in realtà la socializzazione è degenerata perche ad ogni incrocio facevo amicizia con gli altri ciclisti in attesa del semaforo verde, gli altri genitori al parco mi circondavano incuriositi e mi riempivano di domande sulla bici e la bicicletta usata come fasciatoio, pizzeria, letto, spazio giochi. Poi gli aperitivi, la critical mass, riunioni, musei, cinema all’aperto ed eventi a gogo..


Se una persona fosse veramente vittima del baby blues ovviamente non basterebbe andare in giro tutto il giorno in bicicletta per guarire, nel mio caso probabilmente si è trattato solo di un po’ di solitudine e l’inizio di una lieve pazzia causata dalla routine e dalla stanchezza.



Moltissimi dei miei amici e conoscenti li ho incontrati per la prima volta in quel periodo.

Non so dove sarei ora se non ci fosse stata la mia Cargo Bike.

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